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sabato 11 ottobre 2014

SOSTIENI L'ARTE NON METTERLA DA PARTE AL CORONARI OFF

La Coronari111 Art Gallery, sita nell’omonima via di Roma centro, propone da ottobre un nuovo progetto, coronari OFF, dove si incontrano arte, musica, performance teatrali , e più in generale spettacoli d’arte e sperimentazione.

Perchè coronari OFF?

In genere, soprattutto per il teatro, OFF identifica luoghi non convenzionali dove esibirsi, per di più l'idea è quella di creare un’ atmosfera intima, unica e particolare, un salotto, dove non esiste più il confine tra spettatore e artista, commenta Maurizio York, uno dei soci della gallery.
La passione per la cultura e la voglia di creare qualcosa che dia voce e spazio a tutto ciò che è arte, dalla pittura, alla musica, al teatro, è la spinta che muove il progetto; c’è tanta voglia di sperimentare lo spazio e le forme artistiche dando una possibilità a chi vuole esprimersi, magari proponendo in anteprima il proprio brano musicale o il proprio spettacolo teatrale.
A tal proposito, aggiunge Maurizio York, siamo alla ricerca di giovani attori così da proporgli uno spazio dove portare le loro idee.
Seguendo la logica che c’è dietro il concetto di associazione culturale, i costi e i compensi diventano relativi considerando lo spazio che si lascia a disposizione per realizzare il proprio spettacolo. Diciamo che il progetto si sostiene con il contributo dello spettatore. 
Come dire: SOSTIENI L'ARTE NON METTERLA DA PARTE!!!

Nella programmazione, per ora fino a dicembre, si ripetono alcuni temi e spettacoli:
- LIRICA con una divulgatrice, musicista, amante e profonda conoscitrice della musica classica e dell'opera che propone dei temi interessanti, tra il tecnicismo e l'aneddotica. Il 4 novembre ci sarà anche un'intervista al Maestro Antonio Puccio
- TEATRO con Go-Dot! rivisitazione di Aspettando Godot e Momenti , un reading di due brave attrici.
- MUSICA per ora con Giulia Maglione che propone due spettacoli sulla storia dei brani e dei cantautori italiani (Tenco, Endrigo, Paoli, Vanoni, etc..) dagli anni 40 fino ad oggi e poi una serata a NAPOLI dove presentano il loro CD fatto di rivisitazione dei classici partenopei, con qualche affondo moderno come Pino Daniele, Avitabile…

A dicembre, conclude Maurizio York, probabilmente la galleria ospiterà un concerto di musica barocca con 3 elementi, incredibile a dirsi ma sembra proprio che entrerà nella programmazione in locandina. (CONSULTA IL VIDEO IN ALTO)

martedì 29 aprile 2014

Tra Rezza e Amarezza


Tutto iniziò con ‘la rezza’ di San Vito dei Normanni, una località che sorge in Puglia in provincia di Brindisi. La rezza è una sorta di tenda di legno posizionata davanti all'uscio di quasi tutte le case per proteggere lo stesso dal sole e dalle intemperie ma è soprattutto uno schermo che permette di guardare da dentro e non essere visti da fuori. La tradizione sanvitese usa l'espressione "Vecchia cretu la rezza" (donna anziana dietro la rezza) per esprimere la volontà di vedere, anzi spiare, senza essere visti.
 
Gionata Atzori, Antonello De Siati e Gianluca Locorotondo attraverso la loro associazione Amarezza, presentano il progetto land art “la città della rezza” e vincono il bando "Principi Attivi" che rientra nelle politiche giovanili della regione Puglia all'interno dell'ambito Bollenti Spiriti.
 
Li incontro per le vie del corso principale e mi raccontano con entusiasmo il progetto.
 
L’idea è quella di partire dalla tradizione, ossia la rezza e reinventarla non solo come oggetto d’arte ma anche come rivalutazione del concetto tradizionale da cui nasce. Con la rezza, si realizzano così oggetti d’arte, lampade, sedie, opere pittoriche, poltrone e si reinterpreta l’idea di base su cui vive questo oggetto. Per cui invidia, sospetto, diffidenza, lasciano spazio alla condivisione e al coinvolgimento attivo della cittadinanza alla loro realizzazione attraverso la partecipazione degli artigiani e artisti. Il cittadino si presta o a collaborare attivamente ad un riutilizzo artistico della stessa o a metterne in mostra una già rivisitata in chiave pittorica o fotografica. Il progetto è partito da via Thomas Alva Edison. E’ proprio in questa via e precisamente presso il ristorante tipico di San Vito, la Locanda di Nonna Mena, che nasce la prima rezza dipinta a mano e rivisitata con occhio artistico da Amarezza e il ristoratore stesso.
 
Per rimanere in tema di valorizzazione del territorio Puglia, Gionata e Antonello mi spiegano dell’evento di Rezzica che non è altro che un neologismo che viene fuori dall’incrocio tra “rezza” e “pizzica.
 
Consiste in un evento patrocinato dalla Regione Puglia che si tiene il 13 Agosto, ormai conta varie edizioni, presso le viuzze del centro storico, le così dette stratodde, per animare vivacemente il paese con stornelli, poesie, canzoni, spettacoli, immagini, mostre e sapori. Tutto il repertorio della tradizione rende omaggio al simbolo caratterizzante della città, la rezza.
Benvenuti a San Vito dei Normanni.

martedì 18 marzo 2014

Photofestival 2014

Questo anno continua l'edizione del Photofestival milanese che avrà inizio il 28 Aprile e preseguirà fino al 16 Giugno con tanti eventi itineranti sparsi per la città. L’idea è, come sempre, quella di collaborare con tutti gli operatori coinvolgendo galleristi, critici, fotografi, collezionisti, appassionati per creare un ideale percorso e un’ampia scelta di mostre da visitare. I nuovi protagonisti, oltre le gallerie, saranno gli spazi istituzionali come biblioteche e centri civici legati alle zone che porteranno così mostre e autori importanti anche nelle zone periferiche della città e non solo nel centro storico.
Un’importante novità sarà costituita da “I Palazzi della Fotografia”: quattro elegantissimi edifici storici (Castiglioni, Bovara, Turati e Giureconsulti) che si apriranno a mostre appositamente pensate per esser lì esposte.
Nell'ambito di questo evento sono lieta di presentare e di suggerire la mostra "Calligrafie Visive che la Galleria Spaziofarini6, da anni impegnata a scoprire artisti e a promuovere la cultura della Fotografia, in occasione di Photofestival 2014, dedica a Piero Leonardi.
La mostra – allestita negli spazi di Via Farini 6 MIlano dal 30 Aprile al 29 maggio 2014, riunisce due diversi percorsi di ricerca dell'artista:
 
in PURGATORY l’artista focalizza l'etereo, la solidificazione dell'aria e delle nuvole, la consistenza vaporosa della neve, raccoglie scatti sospesi tra definito e indefinito, materiale e immateriale, in fluidità chiaroscurali;
 
in GRAPHICS la grafia visiva di Piero Leonardi adotta elementi minimi, sedimenti residui, tracce incise nel bianco-vuoto quali segni di un alfabeto astratto e concettuale e l’artista si concentra sull’azione della luce e dell’ombra, sulla loro interazione, a volte sul loro ritmo – forme in contromovimento, effetti plastici, estroflessioni, micro-macro – in un’indagine che scava nella terra e nel tempo.
 
Per tutte le info www.pieroleonardi.com

mercoledì 12 marzo 2014

Fondazioni che funzionano!




L'Avv. Roberto Memmo, famoso collezionista e appassionato d'arte, noto in Italia e nel mondo per la sua sensibilita’ verso il patrimonio culturale che si traduce in un forte impegno per la valorizzazione e la divulgazione dei beni artistici, il 24 gennaio 1972 decide di onorare la memoria del figlio scomparso, dando vita alla Fondazione Memmo.
Il suo impegno generoso e l'opera instancabile gli consentono, raro esempio in campo nazionale, di dar vita con la Fondazione ad un'attivita’ culturale esclusivamente gestita in forma privata senza intervento pubblico di alcun genere.
La Fondazione Memmo procede al risanamento consolidamento e restauro del Palazzo Ruspoli, oggi sede espositiva di importanti mostra.
Oggi presenta Auto Body Collision, mostra personale dell'artista americana Shannon Ebner, a cura di Cloé Perrone. L’esposizione è il frutto di un recente soggiorno romano dell'artista a Palazzo Ruspoli e ruota intorno al concetto di collisione, intesa come momento in cui due o più corpi in movimento esercitano forza l’uno verso l’altro. La mostra, con ingresso gratuito, è aperta fino al 27 giugno 2014 presso Palazzo Ruspoli.



L’artista ha fotografato le discariche nell’area periferica del Grande Raccordo Anulare (GRA), l’autostrada tangenziale che circonda la capitale, nel tentativo di uscire dall’incanto e dalla bellezza decadente dei siti antichi della città, che per Ebner rappresentano “sia cimiteri, che pozzi di petrolio per la creatività”.

Il Palazzo Ruspoli, edificato poco dopo la metà del Cinquecento dagli Jacobilli, fu ampliato dal banchiere Orazio Rucellai con la consulenza di Bartolomeo Ammannati (1511-1512), architetto fiorentino autore del ninfeo di Villa Giulia a Roma e del cortile di Palazzo Pitti a Firenze.
Passato al cardinale Luigi Caetani nel 1629 fu sopraelevato da Bartolomeo Breccioli e vi fu aggiunta la splendida scalinata marmorea di Martino Longhi il Giovane (1602-1660), considerata una delle meraviglie di Roma.

Acquistato nel 1713 dai Ruspoli fu prolungato lungo Via Bocca di Leone fino alla via del Leoncino.
All'interno, oltre a una serie di sale con fregi, è la grandiosa Galleria affrescata da Jacopo Zucchi (1541-1589) con la Genealogia degli Dei, uno dei capolavori del manierismo fiorentino a Roma.

Palazzo Ruspoli
Via del Corso, 418 - Roma


*foto di Claudio Giuli



mercoledì 12 febbraio 2014

Un “concept” contemporaneo

La galleria dei Coronari111 ben aderisce al concetto di modernità, attualità e indipendenza dell’arte contemporanea. Incontro Maurizio Yorck, uno dei 4 soci tutti pittori (gli altri: Alessandro Scannella, Sabrina Rizzo, Sergio Martinola) nella location sita nell’affascinante via del centro storico di Roma, per conoscere le loro realtà.
Quali i programmi e quali i progetti per il nuovo anno?
M.Y. apre le porte e mi fa entrare nel suo mondo nero e rosso. Mi spiega che la scelta dei colori è in parte architettonica: il nero esalta l’opera e la fa uscire dalla tela restituendole vitalità ed espressione e in parte ‘intimista’: mentre il rosso della passione, che relega la fine della galleria, illumina la profondità dell’animo, il nero introduce nel luogo più buio, quello misterioso, della contemplazione. Ed è proprio in questo spazio che prendono vita gli eventi di Coronari111.

La formula dei “ due artisti a confronto”è la prima novità. La novità in realtà è nel format che è stato ideato. Condividendo lo spazio, si consente all’artista di sostenere un costo più contenuto e di riservare comunque un’ottima visibilità. L’obiettivo principale diventa, allora, creare sinergia tra i due artisti a confronto  partendo dal tema proposto della mostra e tra gli artisti e lo staff della galleria, attraverso una condivisione attiva del gallerista, partecipe dalla fase della consulenza e nella scelta dell’opera, recandosi anche direttamente presso lo studio.
L’artista viene curato a 360 gradi così da restituire al pubblico una conoscenza più approfondita dell’opera e del valore che racchiude; egli usufruisce, infatti, del ritorno mediatico della galleria, sia attraverso la registrazione di un’intervista “doppia”, effettuata contemporaneamente ai due artisti, che nel contempo si confrontano e interagiscono prima dell’esposizione e poi distribuita tra i vari circuiti, sia attraverso la realizzazione di testi critici e sia entrando a far parte del progetto editoriale dell’artista del mese.
Questa progetto merita una particolare attenzione in quanto completa e arricchisce in maniera innovativa la curatela. Ogni mese la galleria proclama l’artista vincitore in base a diversi criteri: la concettualità racchiusa nelle opere, la qualità delle stesse, il gradimento del pubblico e la loro vendibilità. Segue anche una premiazione pubblica, che ne aumenta la visibilità nei diversi circuiti mediatici e successivamente dà diritto ad un’esposizione gratuita nella galleria. A fine anno l’artista oltre a rientrare nell’annuario edito da Coronari111, riceve un ulteriore ritorno con la stampa di un catalogo personale. L’artista del mese di Gennaio è stato Angelo Colazingari che ha appena esposto nel format di due artisti a confronto “congruenze dissonanti”, insieme alle opere di Silvia Rinaldi.

Il pubblico come entra in interazione con le opere?

La galleria realizza, già da un anno, una serie di eventi che animano il luogo stesso e di conseguenza i lavori esposti. A partire dal vernissage, seguono una serie di live performance teatrali, musicali, letterarie, invece sono in programmazione altri tipi di intrattenimento, come incontri d’arte con gli artisti in esposizione, racconti delle opere attraverso l’interpretazione lirica. Il 22 febbraio, ad esempio, si terrà una performance teatrale in concomitanza con la inaugurazione della mostra collettiva “on the road” ispirata al famoso romanzo di J. Kerouac, al viaggio, alla strada, e più in generale alla beat generation.
Accanto a questo format privilegiato, c’è sempre la possibilità di partecipare a personali e a collettive. In questo anno i temi delle collettive saranno ispirati alla letteratura. Dopo on the road seguirà il tema de “il ritratto di Dorian Gray”.
 
Mi colpisce dell’intervista la passione con cui M.Y espone il programma e le curiosità di Coronari111, ma in particolare sento di ritrovarmi sul suo stesso leitmotiv: uscire dai canoni istituzionali, distinguersi dalla massa, trovare strade alternative, credere nella diversità, dare vita a nuovi nomi e a nuovi tratti, abbattere le barriere di fruizione dell’arte, avvicinare più attivamente il pubblico all’opera di qualità.
Metaforicamente è come  salire su una giostra capace di ubriacarci di emozioni e scendere, dopo un giro, più arricchiti di prima.
 
Art Gallery Coronori111
Via dei Coronari 111, Roma
                                                            

mercoledì 4 dicembre 2013

Una bevuta di arte

Le etichette del vino possono rappresentare un testo semiotico di grande interesse; c’è ad esempio un libro "Arte e vino, L'etichetta d'autore come immagine del gusto" di Chiara Vigo che ne parla a sufficienza e ne descrive il dolce connubio. Una bella etichetta non ha solo il ruolo di brand identity, perché l'etichetta può aumentare enormemente l'identità di una cantina e farci scegliere un vino piuttosto che un altro, ma anche quello di tela d’artista, dove incidere il proprio segno distintivo aggiungendo positive componenti qualitative.
Fabio Mariani, aritista romano, ha disegnato l’etichette dei vini Terre d’Italia. Un progetto nato un anno fa, un po’ per gioco, e alcuni schizzi ispirati alla dolce vita diventano etichette d’autore. Bottiglie di vino che mostrano disegni di figure femminili, una donna che impazza su una vespa, forme sinuose e sfuggenti che ben si accompagnano alle note del vino. Insomma parliamo di vini che diventano opere da collezione. Proprio ieri sera la presentazione a Roma, ha destato curiosità e grossa partecipazione.
Un altro esempio, ci viene dal noto artista toscano Sandro Chia che è il proprietario di Castello Romitorio. E’ grazie alla presenza delle sue opere sulle etichette, la riserva 1981, reca l'olio su tela "Cocktail", che il suo Brunello di Montalcino è diventato un oggetto da collezione.  
Allora se l’arte è bellezza, un buon vino accompagnato da un’opera è senza dubbio felicità!